"Da zero a tre mesi"

I contenuti di questo articolo che ho scritto nel febbraio 1989, possono
oggi apparire scontati,ma credo che le indicazioni relative alle fasi "sensibili" del cucciolo
siano ancora attuali
Anna Morandi
Sono già molti anni che dedico una
particolare attenzione alla crescita delle cucciolate che allevo. La mia cura è naturalmente
orientata alla salute dei cuccioli, alla loro alimentazione e protezione da ogni forma di
malattia, ma una parte che mi sta molto a cuore è l’osservazione del loro comportamento, già
dalla nascita. Ritengo che un ruolo importante possa essere svolto dall’allevatore, nei confronti
del cucciolo, affinché questi, nel futuro, possa utilizzare al meglio le proprie qualità
naturali. Il periodo da zero a tre anni che tanto é stato studiato e che è così importante per il
bambino, può essere equiparato allo zero tre mesi del cucciolo. Sostanziosa é la letteratura che
riguarda i primi tre anni nella specie umana, un libro famosissimo, non proprio recente, ma
ancora attualissimo di Piero Angela si intitola proprio "Da zero a tre anni".
Esiste una
letteratura anche per il cane Trummler "A tu per tu con il cane" e vari studiosi americani, hanno
dato secondo me, indicazioni interessanti, relativamente a questa età.
Ritengo
importante che, chi decide di fare una cucciolata, conosca bene le fasi evolutive del cucciolo
proprio perché. rispettandole, può evitargli traumi pericolosi.
- 1° FASE fino al
21° giorno
- 2° FASE dal 21° al 28° giorno 
(quarta settimana)
- 3° FASE dal 29° al 49° giorno
- a)5° settimana dal 29 al 35° giorno
- b)6° settimana dal 36° al 42°giorno
c)7°
settimana dal 43° al 49°giorno
- 4° FASE dal 50 al 77° giorno
a)8°
settimana dal 50° al 56° giorno
b)9° settimana dal 57° al 63° giorno
c)10°
settimana dal 64° al 70° giorno
d)11° settimana dal 71° al 77° giorno
Occorrerebbe, durante la nascita, lasciare fare, se possibile, tutto alla madre,
questo non esclude la nostra presenza attenta e attiva in caso di
bisogno.
Prima fase
Durante le prime tre settimane di vita, occorre
analizzare quali sono i bisogni dei cuccioli:
cibo, sonno, calore, contatto materno,
contatto fraterno.
Reagiscono solo alla fame e alla temperatura, dopo 10 giorni anche
al tatto. Per ciò che concerne la temperatura, é facile registrare che percepiscono la differenza
di calore fra la madre e la mano (infatti al contatto con la mano presentano una lieve forma di
irrigidimento). Tutto ciò ci fa capire che dobbiamo toccarli il meno possibile.
Procurare, tranquillità ed evitare presenze di estranei sono le regole fondamentali da
rispettare in questa fase. Un possibile test di indicazione della vitalità si potrebbe fare
valutando la scelta istintiva della madre. Si suppone che allontanando la cucciolata la madre li
riporti a sé scegliendo come primi i cuccioli più vitali ( vale solo per i primi due cuccioli).
Seconda fase
va dal
21° giorno al 28° giorno ed anche in questo periodo bisogna lasciare i cuccioli tranquilli, ma
oltre ai bisogni della prima fase ora inizia il contatto con la vita (sensi): rumore, luce e
specialmente la socializzazione, molto con i fratelli, poco con l’uomo.
Inizia ora l’
esplorazione dell’ambiente che li circonda e ogni contatto con loro deve iniziare con molta
prudenza, ma deve gradualmente aumentare (tatto, rumori, odori, contatto con
l’uomo).
Terza fase (5°- 6°- 7° settimana).
Occorre aumentare,
sempre gradualmente, il contatto umano. Se nelle prime due fasi era auspicabile il rapporto con
un’unica persona, dal 28° giorno in poi le persone che avvicinano i cuccioli devono essere
diverse. La quinta settimana é la più importante per la socializzazione con i consimili. Nella
cucciolata inizia a svilupparsi una gerarchia (sempre comunque instabile). Dalla madre
apprendono: ubbidienza, subordinazione, inibizione al mordere.
Il periodo che va dal
28° giorno al 44° é molto importante per lo sviluppo del senso della pulizia. E’ bene
approfittare per insegnare loro a sporcare fuori e possibilmente sull’erba. In questa fase
l’allevamento tranquillo da rumori e visite é negativo.
Occorre abituarli a
rumori insoliti, sempre gradualmente: registratori, motori, clacson, pentole ecc...
La
reazione del cucciolo a rumori nuovi é sempre di fuga: ciò non deve preoccupare, é molto
importante osservare il tempo che gli occorre per tornare sul luogo dell’accaduto e
l’atteggiamento che dimostra.
E’ bene mettere nella cuccia (o ambiente circostante)
oggetti insoliti per volume, materiale forma e suono. Dalla 6° settimana (dal 36° al 42° giorno)
è opportuno iniziare ad allontanare un cucciolo alla volta dai fratelli, madre e ambiente e
dedicarsi a lui singolarmente. Bisognerebbe farlo tutti i giorni, iniziando con 5 o 10 minuti e
aumentando sempre di più il tempo del rapporto singolo; è importante cioè diminuire il contatto
con i loro simili e aumentare l’attaccamento all’uomo. Si inizia in pratica a modificare la
formazione naturale del cucciolo per avere un soggetto integrato con l’uomo ed in particolare ciò
è propedeutico al futuro cane da utilità. Questa fase è molto importante perché è ora che si crea
il giusto equilibrio del soggetto che deve essere socializzato con gli altri cani, ma anche in
maniera ottimale con l’uomo. Se si vuole avere una buona socializzazione con le persone in
generale è questo il momento in cui bisognerebbe invitare amici e ragazzi a giocare con i
cuccioli.
Quarta
fase (8°- 9°- 10°- 11° settimana).
Se
la fase precedente ha portato ad una buona socializzazione con l’uomo, ora questa si fortifica,
cioé il cane arriva a riconoscere nell’uomo il capobranco. I contatti possibilmente devono essere
anche con gli altri componenti della famiglia.
Nell’ottava e nona settimana bisogna evitare esperienze traumatizzanti, infatti é in questo
periodo che si sviluppa il senso della paura ed eventuali esperienze negative non si
cancellano più per cui è bene, se possibile, evitare di cedere il cucciolo in queste settimane o
comunque stare molto attenti ad eventuali traumi.
Occorre essere il più naturali
possibile, essere cioè il "capobranco".
Giocare,
accarezzarli, sgridarli, tutto con molta naturalezza e misura. E’ ora che inizia
l’educazione perché questo è il periodo di massimo apprendimento in assoluto e di
socializzazione con l’uomo e quindi già da ora si può impostare un rapporto con un cucciolo in
base a ciò che poi da adulto gli si chiederà. Il tutto possibilmente tenuto presente il
comportamento naturale. Se subentrano momenti di crisi, perché eventualmente si é un po’
esagerato, questi vengono superati senza problemi con dolcezza e misura. Questa analisi
schematica delle fasi evolutive del cucciolo è la sintesi di lavori molto più ampi che sono stati
il prodotto di un’attenta osservazione fatta anche con test appropriati.
Naturalmente
in questa occasione non mi è sembrato opportuno elencare i test che possono essere utilizzati, è
però dalla terza fase (5°- 6°- 7° settimana) che questi possono essere impiegati in numero
elevato e comunque sono importanti nella misura in cui aiutano l’allevatore nell’osservazione e
offrono risposte registrabili.
Tutto ciò, a mio parere, diventa nel tempo un grosso
bagaglio culturale perché spesso cultura è tutto quello che non ci sembra cultura.
Anna Morandi